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Istituto di Studi Europei
"A. De Gasperi" - Roma
Regione Autonoma della Sardegna

Università degli Studi di Cagliari
Facoltà di Scienze Politiche
Associazione Teleamministrazione

L’Europa informatica e l’Italia:

Problemi e prospettive

Cagliari 21-22 marzo 1997

Convegno Internazionale

 

INTERVENTO DELL'ING. LUCIANO BALDACCI

Ringrazio il Presidente, i colleghi, gli universitari e tutti quanti sono qui convenuti. Io sono un funzionario del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni fino a quattro anni fa era un enorme Ministero con due aziende autonome, le Poste e l’Azienda di Stato per i Servizi Telefonici. Proprio la Comunità Europea, con il suo "Libro Verde" del 1987, emanò delle direttive molto severe che impedivano agli Stati membri di avere un organo controllore, ad esempio delle telecomunicazioni, che nello stesso tempo fosse gestore delle telecomunicazioni: questa era la situazione del Ministero PT, perché nell’Azienda di Stato per i Servizi Telefonici (A.S.S.T.) gestiva e costruiva cavi, sia terrestri che sottomarini, ponti radio, gestiva i satelliti per le comunicazioni tra l’Italia e l’Europa, e forniva alla SIP i cavi a lunga distanza. Nello stesso tempo era anche il controllore delle telecomunicazioni, cioè di se stessa e della SIP.

In seguito a molte direttive, emesse sulle telecomunicazioni, sulle televisioni, sui cavi, sui satelliti, sui terminali, sul settore dei servizi, molte delle quali fissavano una separazione fra gestione e indirizzo, normativa e controllo, nel 1993 cominciò lo scorporo dal Ministero delle due aziende: l'ASST diventò Telecom Italia insieme alla SIP, all’Italcable, a Telespazio e alla SIRM; l’Ente Poste, a sua volta, nacque dall’Amministrazione delle Poste, per cui adesso il Ministero comprende solo 2000 persone e controlla l’Ente Poste, che ne ha centosettantamila, e la Telecom Italia, concessionaria ancora fino a fine anno, e che ha circa centomila persone.

Quindi proprio la Comunità Europea ha sconvolto, a fini riorganizzativi, negli ultimi quattro anni il settore delle telecomunicazioni, delle televisioni, delle Poste. La creazione di una grande Autority ( per ora il Ministero, ma che sarà un organo separato tra qualche mese) permetterà il controllo e darà le direttive, fra l'altro, nel settore delle telecomunicazioni. Questa breve presentazione illustra quindi il ruolo del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, controllore e normatore di questi importanti settori. Le telecomunicazioni e l’informatica hanno avuto una convergenza negli ultimi anni, proprio come sottolineato anche nel libro bianco della Comunità Europea, nel "Libro Verde" successivo, nella Relazione Bangeman sulla occupazione, lo sviluppo, l’informatica. Sull’Europa informatica sono usciti molti documenti da parte della Comunità Europea, che spinge per una informatizzazione molto spinta e per la creazione di una rete di comunicazione europea, che possa contrastare le gradi reti di telecomunicazioni immaginate dagli americani e dai giapponesi, cui appartengono i più grandi gruppi che operano fuori dall’Europa. Quindi la convergenza dell’informatica e delle telecomunicazioni sta creando dei sistemi e delle reti numeriche, che fanno si che le centrali di commutazione diventino dei grandi computer: tali grandi computer gestiscono il messaggio-comunicazione, ormai divenuta numerica, cioè formata da "digit" e non più analogica come nel passato, e la trasmette senza la degradazione tipica del segnale analogico: questo, quando arrivava nelle centrali, viaggiava nelle reti e arrivava a destinazione, spesso era degradato e tale degradazione non si poteva ricostruire. Il segnale numerico o digitale, invece, viaggia, si degrada e l’elaboratore finale, cioè l’autocommutatore citato, ricostruisce il segnale come era esattamente alla partenza e ricrea la voce per l'ascolto dell'utenza finale, con la stessa tonalità che aveva quando era partita.

Questo é il motivo della grande qualità del segnale digitale, che permette la trasmissione della voce e una ricezione uguale a come quando era partita. Nel caso di trasmissione dei dati, questi arrivano senza perdita di parti o di pacchetti o di comunicazione, degradazioni assai frequenti prima. La rete di "comunicazione", come ormai si chiama la rete di telecomunicazione e di informatica, è quindi il futuro dell’Europa, come dice espressamente anche la Comunità Europea: la parte rete è quella che collega tutte le centrali, tutti gli utenti, tutti i computer, tutte le reti locali ed è la parte unificante di tutta l’Europa.

Alcuni progetti importanti sono in corso in Italia e anche tra la Comunità Europea e l’Italia per la connessione delle Banche dati.

In Italia, come citava il rappresentante dell’Aipa, è in corso di realizzazione il progetto della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione, che dovrebbe comprendere e sommare tutte le piccole reti che uniscono i Ministeri alle loro periferie e i Ministeri tra loro, creando un’unica grande rete interna unitaria, gestita probabilmente da Telecom, e che metterà in contatto tutti i Ministeri mediante uno stesso protocollo. Essa unirà tutti i sistemi di automazione in modo da poterli far dialogare tra di loro: questa ideologia di unire nell’ambito di una stessa nazione, con un unico sistema, tutte le strutture è già stata applicata, per parlare di società di telecomunicazioni, da Telecom Italia. Da un anno sta creando un grande sistema informatico, ma anche di telecomunicazioni, che si chiama IT 2000. Sarà la somma dei circa cinquecento sistemi di automazione che ha la Telecom e che sono praticamente indipendenti, come quello che gestisce gli stipendi, quello che gestisce i progetti di centrali, quello che gestisce l'analisi di mercato, quello relativo ai progetti di rete e di circuiti, ecc.. L’idea è sorta in vista anche della liberalizzazione, che porterà ad una sfida e ad una concorrenza tra società esterne pronte ad entrare nel settore e quindi a far abbassare i costi. Pertanto la riorganizzazione e la tempestività dell’informazione ai propri lavoratori, permetterà a Telecom di fronteggiare molto bene questa sfida, in quanto l’idea principale è quella di inserire nel sistema, che comprenderà le centomila unità di Telecom in tutta Italia, in un sistema elaborativo che avrà dentro se stesso tutte le informazioni utili a tutti per il loro lavoro. Attualmente ci sono scambi cartacei continui tra aziende, tra linee operative, che spesso non riescono a comunicare bene e in tempo utile tra loro: i lavori verranno fatti in futuro tutti su computer e il sistema li distribuirà a tutti, con opportune chiavi. Chiunque potrà informarsi sull’ultima tariffazione, l'ultimo tipo di centrale, gli ultimi particolari tecnici per installare un'apparecchiatura, ad es., e continuamente i vari settori che ci lavorano dovranno tenere aggiornata la loro parte di loro competenza, in modo che gli altri abbiano una base sicura di dati per potere lavorare successivamente.

Senza parlare del work-flow, cioè del flusso del lavoro da una linea all’altra in via informatica. Per concludere e aggiornare un pò il discorso che si faceva prima, della questione di cui parlava il Prof. Duni, relativa al passaggio di carte, molto abbondante a Bruxelles e che ancora non si è risolto, in realtà la cosa si riferiva, alla fine del '96, come ha confermato la dottoressa che ne ha parlato nella sua tesi, con cui si è laureata alcuni mesi fa (fine del '96). Recentemente è stata emanata una disposizione a Bruxelles (e ce lo diceva il Presidente della Commissione XIII che venne a Roma al Ministero a presentare il nuovo gruppo di progetti 97-98, cioè la quarta chiamata dei progetti della Comunità Europea), disposizione che imponeva l’uso assoluto del computer per trasferire pratiche, anche in fotocopie, per cui non si potevano più dare a mano documenti nemmeno ai vicini di stanza, ma bisognava trasmetterli con il computer, per obbligarne l'uso. Questo è accaduto verso la fine del 1996, per cui adesso è operativo a Bruxelles, nella sede dell'Unione Europea, un sistema informatico con posta elettronica, il cui uso è obbligatorio. Ciò è nato probabilmente da quella famosa "reingegnerizzazione dei processi" di cui si è parlato e che è alla base della informatizzazione. La tendenza di informatizzazione degli uffici è stata fino ad ora di prendere il lavoro manuale in corso e trasformarlo in automatizzato: lo stesso lavoro cioè, farlo con il computer. Questa filosofia ha creato una grossa problematica, una perdita di tempo spesso, perché si faceva spesso prima a farlo ad effettuare a mano le incombenze relative che a metterle sul computer. Il vero problema da risolvere era ed è la "reingegnerizzazione" della procedura, anche togliendo di mezzo modi di lavorare o leggi obsolete o passaggi doppi, tripli, da un posto all’altro, da un ufficio all’altro e "ridisegnare", come suggerisce l’AIPA, la procedura.

L'AIPA sta infatti sensibilizzando molto sull'aspetto della reingegnerizzazione delle procedure e dei processi, per far si che il computer aiuti veramente ad essere molto più veloci ed evitare che molti passaggi inutili siano automatizzati e perpetuati per sempre, finché non si rifà la procedura, creando praticamente in parte dei lavori inutili sia pur automatizzati.

Per concludere, volevo ricordare una nota storica che si riferisce alla Sardegna: il primo cavo sottomarino del Mediterraneo, di tipo telegrafico, data l'epoca, fu posato tra la Sardegna e la Corsica nel 1854; la Corsica poi fu collegata alla Spezia, in modo da formare un collegamento diretto Italia-Continente già fin dal 1854. Tale primo cavo durò dieci anni, mentre un analogo cavo posato nello stesso periodo nello stretto di Messina durò dieci mesi, date le problematiche locali, una diversa profondità ecc.. Questa è una nota colorita, per rammentare lo sviluppo delle telecomunicazioni e dell'informatica le cui radici sono antiche e su cui la Comunità Europea punta molto, ritenendole fonte di nuova occupazione e di sviluppo di nuovi servizi, a loro volta fonte di nuovo sviluppo e di migliore qualità della vita. Grazie per la vostra attenzione.